Patrick Rothfuss

Lo Sguardo Lento delle Cose Mute

Ed. Mondadori 2019 (The Slow Reguards of Silent Things 2014)

 


Sotto l'Università c'è un posto oscuro, che solo poche persone conoscono; una rete spezzata di antichi passaggi e stanze abbandonate. Lì vive una giovane donna, nascosta tra i tunnel tentacolari, al centro di questo luogo dimenticato. Il suo nome è Auri, ed è piena di misteri. *Lo sguardo lento delle cose mute* è un breve e agrodolce scorcio sulla vita di Auri, una storia che, giocosa e inquietante al tempo stesso, offre al lettore la possibilità di guardare il mondo attraverso gli occhi della sua protagonista e di imparare cose che solo Auri conosce. In questo libro ricco di segreti e di misteri, Patrick Rothfuss ci conduce nel mondo di uno dei personaggi più enigmatici de *Le cronache dell'assassino del re* e si collega alle vicende narrate nel secondo volume delle Cronache.

Ho aspettato un po' prima di leggere questa novella di Patrick Rothfuss, che è solo un piccolo spin-off della sua trilogia ancora incompleta Le Cronache dell'Assassino del Re. Ho aspettato un po' perché sapevo che mi sarebbe piaciuta ma mi avrebbe irritato non poco.
Di Rothfuss avevo già presentato Il Nome del Vento e La Paura del Saggio, primi due volumi di quella trilogia, e quelle presentazioni dicono esplicitamente cosa penso della capacità di scrittura di Rothfuss. Però da allora, sebbene Rothfuss avesse dichiarato all'inizio di aver completata l'intera trilogia, non si è avuta alcuna notizia del terzo e conclusivo volume. Solo questa novella che è un semplice flash su un personaggio sostanzialmente secondario.
Però, come temevo, questa novella è un'ulteriore dimostrazione delle capacità di Rothfuss come scrittore, capace di evocare sensazioni forti dalla descrizione di niente, in questo caso della giusta posizione nel mondo di oggetti inanimati. E ovviamente ho letto queste pagine con piacere, perché scavano nell'animo di un po' tutti, dove esiste quel qualcosa che ci fa cercare di capire questo mondo e le sue "cose", e Rothfuss ce le descrive con una sensibilità unica, ce ne rende partecipi, con una capacità empatica unica.
E per questo sono ovviamente irritato... perché sono ancora qui ad aspettare la conclusione della vicenda di Kvote, e forse incomincio a capire perché forse non la leggerò mai... Perché come Rothfuss ammette nei commenti a questa novella, lui è un perfezionista della narrazione, attentissimo ai dettagli, ma anche estremamente sensibile ad ogni possibile significato di quello che scrive, che lo deve soddisfare completamente... e forse la conclusione della vicenda che aveva scritto inizialmente ora non gli sembra più adatta, giusta... e quindi ci sta rimuginando sopra, e, come la piccola Auri quando non riesce a trovare il posto giusto per qualcosa, deve aspettare che la soluzione corretta gli si presenti da sola... e noi aspettiamo con lui...

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